Categoria: Tecnologia

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Cosa sono il SEO e il SEM e perchè sono così importanti? Seconda puntata

SEO/SEM Seconda puntata

Nel precedente articolo ho spiegato cosa sono il SEO-Search Engine Optimization e il SEM-Search Engine Marketing, e perchè siano così importanti per la “visibilità”  di un qualsiasi sito web quando viene eseguita una ricerca attinente al contenuto pubblicizzato/promosso dal sito stesso.


Come ho detto, purtroppo i fattori che i motori di ricerca utilizzano per stabilire “l’ordine di apparizione” dei vari siti all’interno di una SERP  (“Search Engine Research Pages”), sono tenuti “segreti” e vengono modificati con regolare frequenza.
Questo comporta una crescente difficoltà ed un lavoro costante nella gestione ed aggiornamento di un sito web, affinché questo possa mantenere un’elevata e perdurante visibilità rispetto all’infinità dei siti oramai presenti sulla rete.

In aiuto a tale complesso lavoro, utilizzando metodi di correlazione e/o di confronto con qualche pizzico di “reverse engineering” (tecnica utilizzata per cercare di capire la realizzazione/costruzione di qualsiasi qualcosa attraverso la scomposizione in parti indipendenti), sono nate (e continueranno a nascere) molte società che hanno sviluppato tool di analisi e di gestione dei siti web.
Inoltre molte società di consulenza, molti professionisti (tra cui il sottoscritto) ed operatori si sono specializzati nell’utilizzo di questi strumenti che permettono l’analisi, diagnosi, e sviluppo di soluzioni e di strategie per l’ottimizzazione dei siti web rispetto alle metriche di analisi e pubblicazione utilizzate dai motori di ricerca.

Tra le società che sviluppano avanzati strumenti tecnologici di questo tipo, SEMRush, (società che ha sviluppato un ottimo prodotto di SEO/SEM Management), ha recentemente pubblicato i risultati di un’analisi molto estesa e corposa eseguita su un campione di oltre 600.000 (seicentomila) “keywords” in diversi mercati, tra cui anche l’Italia.  Hanno analizzato le liste dei primi 100 siti web che apparivano per ognuna delle keyword selezionate per cercare di capire quali caratteristiche/fattori i siti presenti avessero rispetto alla posizione con cui apparivano in ogni SERP.

Potete capire da soli l’immensità dell’analisi e la impressionante quantità di dati analizzati e confrontati:  più di 600.000 SERP composte da 100 siti.

Per fortuna, noi oggi possiamo beneficiare di tale impagabile lavoro:  in questo articolo cercherò di sintetizzare i principali risultati emersi illustrandovi una lista “ristretta” dei principali fattori che, a seguito di questa ricerca in correlazione con le mie esperienze personali , sembrerebbero determinare il posizionamento di un sito web all’interno di una SERP.

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Cosa sono il SEO e il SEM e perchè sono così importanti?

SEO / SEM – Prima Puntata

Torniamo indietro nel tempo, ma neanche troppo – diciamo una ventina di anni fa, e con un po’ di fantasia immaginiamo la situazione di dover cercare un idraulico o un elettricista per far fare dei lavori a casa. Istintivamente tutti saremmo andati a cercare, generalmente vicino il telefono “a filo”, quel libro di colore “giallo”, con i fogli così sottili che sembravano fatti con carta velina: le famose “Pagine Gialle”.

Quì, una volta selezionata la sezione “IDRAULICA-IDRAULICI”, avremmo trovato, in rigoroso ordine alfabetico, l’elenco di tutti gli idraulici presenti nella nostra città, con le relative informazioni necessarie per porteli raggiungere.

Alcuni di essi, per essere meglio identificati, avevano dei piccoli “riquadri grafici” di vetrina dove mettere in maggior risalto la propria azienda o professionalità, con l’obiettivo di attrarre un numero maggiore di potenziali clienti. Scorriamo la lista alfabetica o ci facciamo attrarre dal “riquadro più accattivante” e scegliamo nostro idraulico.

Allora, come appena descritto figurativamente, il processo di promozione per chiunque voleva farsi “conoscere e rintracciare” da un potenziale cliente, era molto semplice e lineare: registrarsi presso le Pagine Gialle, previo il pagamento di un canone, fornendo il maggior numero di informazioni rilevanti per farsi contattare (Nome, Ragione Sociale, indirizzo, numero telefonico, numero fax e in alcuni casi – allora rarissimi- anche i primi indirizzi mail), infromazioni che venivano poi stampate sulle pagine della sezione merceologica di riferimento.

PAGINE GIALLE

In pochissimi anni, il lavoro prezioso e utile eseguito in modo “manuale”, dalle Pagine Gialle per mettere in ordine (merceologico e alfabetico) la quantità infinita di informazioni ricevute dagli inserzionisti, è stato soppiantato dal lavoro automatico e digitalizzato eseguito dai motori di ricerca. Nati appunto per “mettere in ordine statico” i primi siti web, in modo che fosse facile ricercarli, si sono immediatamente evoluti in sistemi sempre più potenti e complessi di “ricerca dinamica” delle quantità, crescenti in modo esponenziale, dei siti web.

Però sono sorte subito delle difficoltà: seppur i siti web fossero stati creati con le tutte le informazioni utili per essere  conosciuti e/o contattati, era praticamente impossibile per i potenziali clienti “scoprire” chi fosse presente nella “rete”.  Non esisteva più un ente, organizzazione o strumento che automaticamente eseguiva la raccolta ed organizzazione e la pubblicazione dei vari  ”inserzionisti” come facevano le Pagine Gialle.

E questo vale anche oggi.  Le modalità di funzionamento del Web non permettono una rapida e immediata ricerca ed identificazione di ogni singolo sito web.
Se i tuoi potenziali clienti non ti conoscono già, è praticamente impossibile che ti riescano a trovare perchè non esiste nessuna “directory” o “elenco telefonico” da consultare. Nessuno (o quasi nessuno) sa a priori cosa sia disponibile e come raggiungerlo!

Ricerca “manuale” di un servizio nell’elenco, in ordine alfabetico, presente sulle Pagine Gialle

Allora sono nati i primi “search engine” (motori di ricerca) che hanno permesso di superare l’ostacolo: tramite dei sempre più complessi algoritmi, chiunque poteva essere ricercato e trovato.

Ecco appunto “motori di ricerca o Search Engine”, il cui compito iniziale era quello di poter “ricercare” nell’immenso mare di Internet, chiunque fosse presente con un proprio sito web.
(indizio: faccio notare che lettere iniziali “S” e “E” sono esattamente prime due lettere dei due acronimi SEO-SEM.)

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Il “mitico” Giuseppe Turani, per “la Repubblica – Affari&Finanza “, mi intervista in merito allo sviluppo del settore Hi-Tech americano

Intervista di Giuseppe Turani a Fabio Primerano

 

Era Gennaio 2003.

La Apple di Steve Jobs stava ancora “giocando” con il settore musica grazie all’incredibile successo dell’ iPod (oggi portato a miglior vita da suo fratello maggiore iPhone) e della piattaforma iTunes.
Google era ancora in fase di sviluppo per migliorare il suo motore di ricerca e non stava “pensando” (ancora) al mondo delle comunicazioni mobili
Facebbok, Twitter, WhatsApp, Shapchat, Instagram e tutti gli altri social non erano neanche stati “pensati”, o al massimo erano in una fase di sviluppo primordiale.
Il termine “cloud” ancora non era stato coniato, si usava il termine “Application Service Providers”.

I cellulari erano ancora….. dei  “semplici telefoni senza filo”!

Eppure nell’articolo, Giuseppe Turani mi chiede di dare le mie valutazioni e “visioni” su quello che sarebbe accaduto nel settore high-tech e di come le “previste” innovazioni tecnologiche (in diversi settori) avrebbero di lì a poco “stravolto” totalmente  la nostra vita.

Leggi l’intera intervista e scopri se quello che avevo previsto nel lontano 2003 è poi realmente accaduto.

Dimmi, poi, cosa ne pensi.

 

Intervista di Giuseppe Turani all’Ing. Fabio Primerano 2003 HL

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“Chatbot” la tecnologia che rivoluzionerà l’interazione cliente-azienda, soprattutto nel settore retail

La tecnologia “Chatbot” rivoluzionerà il modo con cui le aziende interagiranno con i propri clienti, ma ancora a molti è oscuro il significato di cosa siano le “Chatbot”, a cosa servano e come le aziende le possano usare per migliorare la relazione con i propri clienti.

Diverse ricerche dimostrano che gli essere umani preferiscono quelle interfacce tecnologiche che più di tutte cercano di simulare le modalità di “conversazione” tipicamente umane.  All’inizio queste tecnologie le abbiamo “provate” nei sistemi di riconoscimento vocale installati nei primi call-center, sistemi che a causa del loro “primitivo” sviluppo riuscivano (con bassissime percentuali) a comprendere a mala pena un “SI” da un “NO” oppure un “DUE” da un “TRE”.
Quante volte è capitato di essere irritati nel dovere ripetere le stesse risposte o di essere “sbattuti” fuori dal call-center perché il sistema di riconoscimento vocale non era in grado di capire delle semplici parole?
Come a me, immagino, anche a voi tantissime volte.

 

Oggi, invece, l’innovazione ha permesso di trasformare il “brutto anatroccolo” in un “cigno leggiadro”. E questo grazie l’evoluzione tecnologica in tre distinti settori.

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