Categoria: Digital

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Il SEO/SEM come leva competitiva nell’industria del Travel & Hospitality

Internet ha radicalmente trasformato l’industria del Travel e dell’Hospitality.
Per competere, ogni azienda deve rivedere sia le proprie strategie di promozione e commercializzazione dei propri servizi/prodotti sia le strategie di relazione ed interazione con i clienti, potenziali ed attuali. Ma in un modo integrato e coordinato. Facile a dirsi, molto complicato nell’attuazione.
Ma lo sviluppo ed implementazione di una corretta strategia di SEO-SEM può aiutare enormemente ogni brand/azienda a perseguire questo ambizioso ma vitale risultato.

 

L’arrivo e affermazione dei motori di ricerca come portone principale dell’ingresso nel cosmo digitale di Internet, hanno permesso l’impressionante ascesa e diffusione di Internet come il principale e sempre più importante mezzo di comunicazione, diffusione, promozione, informazione e interazione globale, fatto che pochissimi avevamo previsto in tempi non sospetti (leggi mia intervista fatta da Giuseppe Turani su “La Rebubblica”).
Tuttavia questa “potenza” e “vastità” ha però contestualmente creato delle altrettanti potenti “barriere” a chiunque voglia farsi conoscere, scoprire, capire: un’azienda, un video, un qualunque messaggio lanciato su Internet è come un pianeta nello spazio infinito dell’universo. Per trovarlo bisogna usare delle tecniche e dei punti di riferimento nuovi perché il sole e le stelle della nostra galassia, certezze secolari, non sono più adeguati. Allo stesso modo le campagne marketing e di comunicazione devono cambiare regole e strumenti per essere efficaci

Questo perché così come è difficile per un qualsiasi “altro pianeta” farsi scoprire nell’universo, così è altrettanto complicato per un qualsiasi sito web/brand farsi “scoprire e/o trovare” all’interno dell’universo digitale.

La ricerca del “Sacro Graal” della visibilità ha determinato lo sviluppo di strategie, tecniche, tattiche, procedure etc.. atte e finalizzate ad un solo semplice obiettivo: riuscire ad apparire e quindi essere “visibili” all’interno delle “risposte” che i motori di ricerca forniscono ad ogni determinata ricerca. L’insieme di tutte queste “alchimie” è quello che ora in gergo viene chiamato SEO-Search Engine Optimization e Search Engine Marketing. (per qui vuole capire meglio cosa siano il SEO e il SEM può leggere questi articoli).

Oggi, “essere visibili e ricercabili” sono diventati i primi e più importanti obiettivi strategici di qualunque azienda o brand operante nel settore del Turismo e dell’ Hospitality.

Cerchiamo di capire il perché.

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Cosa sono il SEO e il SEM e perchè sono così importanti? Seconda puntata

SEO/SEM Seconda puntata

Nel precedente articolo ho spiegato cosa sono il SEO-Search Engine Optimization e il SEM-Search Engine Marketing, e perchè siano così importanti per la “visibilità”  di un qualsiasi sito web quando viene eseguita una ricerca attinente al contenuto pubblicizzato/promosso dal sito stesso.


Come ho detto, purtroppo i fattori che i motori di ricerca utilizzano per stabilire “l’ordine di apparizione” dei vari siti all’interno di una SERP  (“Search Engine Research Pages”), sono tenuti “segreti” e vengono modificati con regolare frequenza.
Questo comporta una crescente difficoltà ed un lavoro costante nella gestione ed aggiornamento di un sito web, affinché questo possa mantenere un’elevata e perdurante visibilità rispetto all’infinità dei siti oramai presenti sulla rete.

In aiuto a tale complesso lavoro, utilizzando metodi di correlazione e/o di confronto con qualche pizzico di “reverse engineering” (tecnica utilizzata per cercare di capire la realizzazione/costruzione di qualsiasi qualcosa attraverso la scomposizione in parti indipendenti), sono nate (e continueranno a nascere) molte società che hanno sviluppato tool di analisi e di gestione dei siti web.
Inoltre molte società di consulenza, molti professionisti (tra cui il sottoscritto) ed operatori si sono specializzati nell’utilizzo di questi strumenti che permettono l’analisi, diagnosi, e sviluppo di soluzioni e di strategie per l’ottimizzazione dei siti web rispetto alle metriche di analisi e pubblicazione utilizzate dai motori di ricerca.

Tra le società che sviluppano avanzati strumenti tecnologici di questo tipo, SEMRush, (società che ha sviluppato un ottimo prodotto di SEO/SEM Management), ha recentemente pubblicato i risultati di un’analisi molto estesa e corposa eseguita su un campione di oltre 600.000 (seicentomila) “keywords” in diversi mercati, tra cui anche l’Italia.  Hanno analizzato le liste dei primi 100 siti web che apparivano per ognuna delle keyword selezionate per cercare di capire quali caratteristiche/fattori i siti presenti avessero rispetto alla posizione con cui apparivano in ogni SERP.

Potete capire da soli l’immensità dell’analisi e la impressionante quantità di dati analizzati e confrontati:  più di 600.000 SERP composte da 100 siti.

Per fortuna, noi oggi possiamo beneficiare di tale impagabile lavoro:  in questo articolo cercherò di sintetizzare i principali risultati emersi illustrandovi una lista “ristretta” dei principali fattori che, a seguito di questa ricerca in correlazione con le mie esperienze personali , sembrerebbero determinare il posizionamento di un sito web all’interno di una SERP.

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Il “mitico” Giuseppe Turani, per “la Repubblica – Affari&Finanza “, mi intervista in merito allo sviluppo del settore Hi-Tech americano

Intervista di Giuseppe Turani a Fabio Primerano

 

Era Gennaio 2003.

La Apple di Steve Jobs stava ancora “giocando” con il settore musica grazie all’incredibile successo dell’ iPod (oggi portato a miglior vita da suo fratello maggiore iPhone) e della piattaforma iTunes.
Google era ancora in fase di sviluppo per migliorare il suo motore di ricerca e non stava “pensando” (ancora) al mondo delle comunicazioni mobili
Facebbok, Twitter, WhatsApp, Shapchat, Instagram e tutti gli altri social non erano neanche stati “pensati”, o al massimo erano in una fase di sviluppo primordiale.
Il termine “cloud” ancora non era stato coniato, si usava il termine “Application Service Providers”.

I cellulari erano ancora….. dei  “semplici telefoni senza filo”!

Eppure nell’articolo, Giuseppe Turani mi chiede di dare le mie valutazioni e “visioni” su quello che sarebbe accaduto nel settore high-tech e di come le “previste” innovazioni tecnologiche (in diversi settori) avrebbero di lì a poco “stravolto” totalmente  la nostra vita.

Leggi l’intera intervista e scopri se quello che avevo previsto nel lontano 2003 è poi realmente accaduto.

Dimmi, poi, cosa ne pensi.

 

Intervista di Giuseppe Turani all’Ing. Fabio Primerano 2003 HL

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“Chatbot” la tecnologia che rivoluzionerà l’interazione cliente-azienda, soprattutto nel settore retail

La tecnologia “Chatbot” rivoluzionerà il modo con cui le aziende interagiranno con i propri clienti, ma ancora a molti è oscuro il significato di cosa siano le “Chatbot”, a cosa servano e come le aziende le possano usare per migliorare la relazione con i propri clienti.

Diverse ricerche dimostrano che gli essere umani preferiscono quelle interfacce tecnologiche che più di tutte cercano di simulare le modalità di “conversazione” tipicamente umane.  All’inizio queste tecnologie le abbiamo “provate” nei sistemi di riconoscimento vocale installati nei primi call-center, sistemi che a causa del loro “primitivo” sviluppo riuscivano (con bassissime percentuali) a comprendere a mala pena un “SI” da un “NO” oppure un “DUE” da un “TRE”.
Quante volte è capitato di essere irritati nel dovere ripetere le stesse risposte o di essere “sbattuti” fuori dal call-center perché il sistema di riconoscimento vocale non era in grado di capire delle semplici parole?
Come a me, immagino, anche a voi tantissime volte.

 

Oggi, invece, l’innovazione ha permesso di trasformare il “brutto anatroccolo” in un “cigno leggiadro”. E questo grazie l’evoluzione tecnologica in tre distinti settori.

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Intervista rilasciata a Giuseppe Turani su “Affari & Finanza – la Repubblica” sulla ripresa degli Stati Uniti dopo l’11 settembre

Giuseppe Turani mi ha intervistato pochi mesi dopo l’attacco alle Torri Gemelle per capire come gli Stati Uniti stavano reagendo alla tragedia subita e di come investire sull’innovazione tecnologica, li avrebbe aiutati a far ripartire un’intera nazione, ridando fiducia alla popolazione. Internet, commercio elettronico, reti WiFi, evoluzione e diffusione dei dispositivi mobili (e di come loro avrebbero influito pesantemente sulla vita quotidiana), “green energy” ( energia pulita), innovazioni sui touch screen e sulle capacità delle batterie sono solo alcuni dei temi trattati nell’intervista.  Altro aspetto molto importante,  nell’articolo sottolineo, inoltre, anche la fondamentale importanza dei “campus” universitari e di come questo modello di “campus”, creando di fatto un’interconnessa comunità, aveva un’ enorme influenza non solo sulla possibilità delle persone di apprendere meglio ma soprattutto di poter sprigionare le proprie capacità e idee. Anticipo, come effettivamente poi accadrà, che anche le aziende avrebbero dovuto seguire un modello simile, cosa che è infatti poi avvenuta. Visto il nuovo campus della Apple? Oppure quelli di Google, Amazon, Facebook, Microsoft e molti altri.  Illuminante.

Leggi l’intero articolo.

Intervista di Giuseppe Turani su Affari&Finanza – la Repubblica sulla ripresa degli USA dopo l’9/11

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Digital Technology is the “Invisible Force” disrupting the retailing industry

How many of you know or remember these manes: Blockbuster, Barnes&Noble, Borders, Blackberry, Compaq, Nokia …. Maybe some of you yes, but most maybe not. These are the pre-historic examples of retailing business models which did not understand or, even worse, underestimated the rise and intrinsic importance of the DIGITAL TECHNOLOGY.

All the above now are already ran out of business or have significantly reduced their operations even if they were undisputable leaders in their respective sectors, with their followers far behind (think for a moment to the impressive amount of shelves fully booked with VHS or DVD Movies boxes you could find in a regular Blockbuster store versus the very limited offer of the mom-and-pop’s local movies stores). (altro…)

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