Categoria: Artificial Intelligence

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Il “mitico” Giuseppe Turani, per “la Repubblica – Affari&Finanza “, mi intervista in merito allo sviluppo del settore Hi-Tech americano

Intervista di Giuseppe Turani a Fabio Primerano

 

Era Gennaio 2003.

La Apple di Steve Jobs stava ancora “giocando” con il settore musica grazie all’incredibile successo dell’ iPod (oggi portato a miglior vita da suo fratello maggiore iPhone) e della piattaforma iTunes.
Google era ancora in fase di sviluppo per migliorare il suo motore di ricerca e non stava “pensando” (ancora) al mondo delle comunicazioni mobili
Facebbok, Twitter, WhatsApp, Shapchat, Instagram e tutti gli altri social non erano neanche stati “pensati”, o al massimo erano in una fase di sviluppo primordiale.
Il termine “cloud” ancora non era stato coniato, si usava il termine “Application Service Providers”.

I cellulari erano ancora….. dei  “semplici telefoni senza filo”!

Eppure nell’articolo, Giuseppe Turani mi chiede di dare le mie valutazioni e “visioni” su quello che sarebbe accaduto nel settore high-tech e di come le “previste” innovazioni tecnologiche (in diversi settori) avrebbero di lì a poco “stravolto” totalmente  la nostra vita.

Leggi l’intera intervista e scopri se quello che avevo previsto nel lontano 2003 è poi realmente accaduto.

Dimmi, poi, cosa ne pensi.

 

Intervista di Giuseppe Turani all’Ing. Fabio Primerano 2003 HL

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“Chatbot” la tecnologia che rivoluzionerà l’interazione cliente-azienda, soprattutto nel settore retail

La tecnologia “Chatbot” rivoluzionerà il modo con cui le aziende interagiranno con i propri clienti, ma ancora a molti è oscuro il significato di cosa siano le “Chatbot”, a cosa servano e come le aziende le possano usare per migliorare la relazione con i propri clienti.

Diverse ricerche dimostrano che gli essere umani preferiscono quelle interfacce tecnologiche che più di tutte cercano di simulare le modalità di “conversazione” tipicamente umane.  All’inizio queste tecnologie le abbiamo “provate” nei sistemi di riconoscimento vocale installati nei primi call-center, sistemi che a causa del loro “primitivo” sviluppo riuscivano (con bassissime percentuali) a comprendere a mala pena un “SI” da un “NO” oppure un “DUE” da un “TRE”.
Quante volte è capitato di essere irritati nel dovere ripetere le stesse risposte o di essere “sbattuti” fuori dal call-center perché il sistema di riconoscimento vocale non era in grado di capire delle semplici parole?
Come a me, immagino, anche a voi tantissime volte.

 

Oggi, invece, l’innovazione ha permesso di trasformare il “brutto anatroccolo” in un “cigno leggiadro”. E questo grazie l’evoluzione tecnologica in tre distinti settori.

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